PREMESSA

Riflettere sulla funzione della scuola in questa epoca di grandi cambiamenti sul piano culturale e sociale significa mettere a fuoco quale mandato le conferisca la società stessa perché sia garantito da un lato il diritto alla formazione dei suoi cittadini e dall’altro l’acquisizione di una capacità di analisi critica e consapevole della realtà e di competenze di alto livello, non solamente efficaci sul piano settoriale.

La funzione formativa della scuola è un valore fondamentale sul piano del progresso sociale ed una risorsa per l’intera società; per cui, anche se ogni scuola ha un suo territorio, è l’intero sistema nel suo complesso che deve mirare a riadeguare con continuità l’offerta formativa.

La scuola deve mediare, tra vecchio e nuovo, confrontandosi con i processi di cambiamento in atto e con quelli che verranno, avendo come riferimento continuo il fatto che nella nostra società hanno sempre maggiore rilievo le trasformazioni e le discontinuità che le permanenze e le continuità.

Ci sembra poi che tale situazione si ponga in modo particolare come nodo problematico in relazione alla popolazione del nostro Istituto che, malgrado provenga da un tessuto sociale ormai stratificato e diversificato, ha soprattutto nell’istituzione scolastica e nelle attività da essa promosse una grande occasione di arricchimento culturale e di crescita civile.

Nel quadro dell’autonomia il POF è il documento fondante dell’identità culturale di un Istituto, sintesi della ricchezza delle esperienze che ne costituiscono la memoria storica con l’interrogazione sistematica delle discipline e delle scienze dell’educazione.

Il POF presenta l’offerta complessiva della scuola e le linee guida dell’azione didattico educativa; costituisce la base dell’interazione fra la scuola, le famiglie e la società.

PARTE I

PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO

1.1 Storia dell’Istituto

L’insegnamento pubblico dell’arte applicata in Campania ha la sua origine verso la fine dell'ottocento con l’istituzione del “F. Palizzi”; prima scuola del genere in Italia che però rimase per circa un secolo, anche l’unica a Napoli. Nel 1970, fu fondato il secondo Istituto d’Arte della città. Questo, intestato al pittore e scultore futurista Umberto Boccioni si presentò, fin dalla sua creazione, con una configurazione più “moderna” proponendo sezioni disciplinari assenti nel primo Istituto, e più vicine alle esigenze professionali del nuovo secolo.

Tra il 1989 e il 1990, il “Boccioni” realizzò in Acerra, al piano terra di un edificio del parco ice/snei di Via U. Nobile, una sede distaccata. Essa formò in quell’anno sei prime classi, già divise nelle tre sezioni disciplinari ancora offerte.

Nel 1995 la scuola ebbe, come sede definitiva, una parte dell’edificio che occupa ancora oggi: un capannone industriale ristrutturato sito in Via Diaz, 43.

Dal marzo 1998 l’Istituto poté usufruire anche del corpo di fabbrica contiguo; con l’aggiunta di quest’ultimo spazio, le necessità minime della scuola si realizzarono, e si poté procedere alla piena attrezzatura dei laboratori.

Il primo settembre del duemila, a seguito del Piano Regionale di riordino delle Sedi scolastiche, l’I.S.A di Acerra diventò Istituto Autonomo, intitolato al pittore, industrial designer e pedagogo Bruno Munari.

Nell’anno 2009, e precisamente in seguito alla Delibera dell’Ufficio Scolastico Regionale, prot. n. A00DRCA Uff. Dir. 1267 del 22/01/2009, in ottemperanza alle disposizioni Ministeriali sul ridimensionamento delle sedi scolastiche, all’I.S.A. di Acerra viene accorpato il corso di Liceo socio-psicopedagogico funzionante presso l’I.S. De Liguori di Acerra.

Quindi dall’anno scolastico in corso l’Istituto “Munari” acquista la connotazione di Istituto Superiore polispecialistico, con due indirizzi: quello artistico e quello socio-psico-pedagogico.

1.2 Perché Bruno Munari 

L'intitolazione della scuola a Bruno Munari rispose a motivazioni che andavano oltre il puro riferimento e omaggio a una figura eminente del panorama artistico italiano del Novecento; oggetto del richiamo era ed è anzitutto un metodo. Il metodo con cui Munari ha operato, a livello didattico come nella produzione artistica, associando il rigore formale e progettuale di ogni intervento ad una visione che con gioiosa lucidità rifiuta rigide divisioni fra teoria e concretezza del fare, nonché fra le singole discipline nelle quali i due ambiti si strutturano.

Questo è anche il cardine del progetto formativo intorno al quale nacque l'Istituto Statale d'Arte di Acerra e che ben si adatta anche alla attuale conformazione dell’Istituto stesso: l'idea che lo stimolo culturale possa più proficuamente svilupparsi se innestato nella dinamica del fare e che gli allievi, siano essi indirizzati all'ambito del design, dell'architettura o della comunicazione grafica, al mondo della moda o alla creazione artistica, alla pedagogia o alle scienze sociali, possano costruirsi una preparazione completa solo attraverso l'approfondimento interdisciplinare, prezioso oggi a scuola come nel loro futuro professionale.

1.3 Finalità dell’ Indirizzo Artistico

L’Indirizzo Artistico persegue la formazione degli alunni mediante la teoria e la pratica delle Arti applicate, favorendo la crescita complessiva della persona e del cittadino, sviluppando nell’allievo le facoltà fisiche e cognitive, e alimentando le potenzialità creative, favorendone la libera espressione e lo spirito critico per un sano sviluppo affettivo e un completo inserimento sociale anche dal punto di vista lavorativo.

Per tali finalità l’azione didattica tenderà a:

incrementare la motivazione;

fare acquisire la conoscenza dei linguaggi specifici attraverso l’uso corretto degli strumenti di studio e di lavoro;

indirizzare gli allievi verso una corretta ed efficace metodologia progettuale e approfondire le tecniche esecutive del settore;

sviluppare le potenzialità creative nell’ambito del settore di appartenenza;

valorizzare la molteplicità dei linguaggi, iconici e visivi negli aspetti

della comunicazione e dell’espressione creativa e della loro integrazione per una visione progettuale globale;

creare attraverso una didattica pluridisciplinare e interdisciplinare una formazione che unisca all’acquisizione dei saperi di base la conoscenza dei processi ideativi, operativi e tecnologici nel campo delle arti applicate;

costruire un processo di conoscenza basato sull’integrazione tra il sapere teorico e aspetto operativo, tale da offrire allo studente la possibilità di apprendere ma anche di esprimere dialogicamente, socialmente, i talenti che possiede.

1.4 Finalità dell’indirizzo Socio-psico-pedagogico

Le finalità’ dell’indirizzo sono:

favorire la formazione di attitudini e competenze rivolte al “sociale”;

favorire la conoscenza e l’uso del territorio urbano tramite l’acquisizione di strumenti critici;

promuovere l’educazione alla mondialità, imparando ad accettare in modo costruttivo gli altri e a riscoprire i valori etici per instaurare rapporti interpersonali costruttivi, controllare la propria emotività;

offrire una polivalenza di sbocchi, sia nell’ambito lavorativo sia nella prosecuzione degli studi .

 

PARTE II

ANALISI DELLE RISORSE E DEL TERRITORIO

L’istituto quest’anno si articola in tre sedi: una centrale e due succursali. La sede centrale, in via A. Diaz, ospita 14 classi dell’indirizzo artistico, la direzione e gli uffici di segreteria. La sede succursale di via S. Pellico (ex carceri), ospita le restanti 3 classi dell’indirizzo artistico. La sede succursale di via T. Campanella, ospita l’intero corso sociopsico-pedagogico.

2.1 Descrizione dell’edificio di via Diaz

La sede centrale della Scuola è formata dall’unione di due edifici comunicanti tra loro. La prima struttura è un corpo di fabbrica in cemento armato con il solo piano terra, la seconda è in muratura e possiede anche il primo piano. In questo edificio sono collocati gli ambienti riservati alla Presidenza, alla Vice presidenza, agli uffici di Segreteria, e alla sala degli insegnanti; il restante spazio è così suddiviso:

10 aule per materie comuni

Una sala video

Una palestra

Due laboratori di plastica

Due aule di disegno dal vero

Un laboratorio di fotoincisione

Un laboratorio di tecniche grafiche con postazioni multimediali

Un laboratorio di fotografia + sala di sviluppo

Due laboratori di moda

Un laboratorio d’applicazioni metalliche

Un laboratorio d’ebanisteria

Un laboratorio di restauro

Un laboratorio informatico.

2.2 Descrizione dell’edificio di via Pellico 

La sede succursale di via S. Pellico è costituita da n. 6 aule, dislocate su due piani: 3 per ospitare altrettante classi e 3 per allestire i relativi laboratori. La struttura è ospitata in un edificio pubblico che ha visto diversi utilizzi nel passato, ma che nacque (e quindi utilizzato per molto tempo) come carcere mandamentale della zona. Presenta ambienti interni sufficientemente ampi ed attrezzati anche se manca una adeguata struttura per l’attività motoria. Esternamente è dotato di un ampio cortile a cui si accede direttamente dall’edificio.

2.3 Descrizione dell’edificio di via Campanella

La sede succursale di via Campanella consta di numero 12 aule, dislocate su 2 piani, con uno spazioso corridoio antistante le stesse che permette qualora sia necessario, agli allievi di sostare; il plesso non è dotato di palestra, né di cortile.

2.4 Organigramma e Risorse Umane

L’organico dell’Istituto è così composto:

Dirigente Scolastico: prof. Antonio Alvino.

Direttore amministrativo: dott. Maurizio Ferrara.

N. 98 docenti.

N. 7 amministrativi.

N. 13 ausiliari.

Primo collaboratore: prof.ssa Josefina Ana Buglione.

Secondo collaboratore: prof.ssa Filomena Tardi.

Con delibera del Collegio dei Docenti, sono state indicate le seguenti funzioni:

In seguito agli esiti delle votazioni la scuola dispone della seguente RSU:

 

2.5 Principali attività delle Funzioni Strumentali

Area 1: Gestione del POF

Elaborazione, aggiornamento e pubblicazione del Documento Ufficiale.

Analisi dei bisogni formativi dei docenti.

Analisi delle richieste di opportunità formative espresse da studenti, operatori scolastici e famiglie.

Raccolta e valutazione delle proposte progettuali formulate dalle varie componenti dell’utenza scolastica ai fini della formazione degli alunni e dell’aggiornamento dei docenti e ata.

Coordinamento e monitoraggio delle attività progettuali.

Raccolta delle relazioni conclusive dei docenti referenti dei singoli progetti realizzati nel corso dell’anno scolastico e segnalazione di possibili elementi utili alla determinazione delle priorità progettuali per la programmazione delle attività nell’anno scolastico successivo.

Area 2: Gestione attività Multimediali

Aggiornamento e gestione del sito web dell’istituto.

Creazione di una sezione web dedicata alla didattica, che consenta la creazione di corsi on-line per docenti, corsi di recupero per studenti, la interattività di più classi.

Controllo e del sistema di rilevazione informatico status allievi.

Gestione della biblioteca.

Area 3: Responsabile attività prevenzione insuccesso scolastico e promozione benessere

Coordinamento attività di accoglienza classi prime.

Migliorare l’efficienza dell’azione educativa.

Proposte attuazione didattica alternativa per allievi a rischio di dispersione scolastica.

Proporre rinnovati rapporti educativi, sia sul piano disciplinare che sul piano emotivo motivazionale, metodologie didattiche e di apprendimento cooperativo coinvolgenti e costruttive.

Promuovere e coordinare le attività sulla prevenzione dell’insuccesso scolastico.

Accoglienza e sostegno agli allievi in difficoltà.

Area 4: Viaggi di istruzione e supporto agli alunni

Raccoglie, coordina e gestisce le proposte di viaggi d’istruzione, visite guidate e uscite didattiche presentate dai vari consigli di classe.

Mantiene i rapporti tra promotori delle uscite, ditte di trasporto, alunni e famiglie.

Analisi del monitoraggio mensile delle assenze e dei ritardi degli alunni e connesse iniziative.

Verifica, con l’ausilio dei coordinatori di classe, di eventuali assenze ingiustificate e note disciplinari.

Comunicazione al D.S. per gli opportuni provvedimenti disciplinari.

Verifica dell’adempimento dell’obbligo scolastico.

2.6 Bacino di utenza e collegamenti

Gli alunni provengono, nella maggioranza dei casi dal Comune di Acerra, il resto dai comuni limitrofi di: Afragola, Arzano, Brusciano, Caivano, Cardito, Casalnuovo di Napoli, Casandrino, Casoria, Castello di Cisterna, Frattamaggiore, Grumo Nevano, Marigliano, Napoli (Secondigliano), Pomigliano d’Arco, S. Felice a Cancello, Somma Vesuviana, Volla.

Si servono dei seguenti mezzi di trasporto pubblico: treni ffss (tratta Napoli–Cancello), linee della Circumvesuviana (tratta Napoli-Nola-Baiano), autobus ctp (da Pomigliano d’Arco, da Arzano e da Somma Vesuviana), autobus privati a noleggio (da Afragola).

2.7 Popolazione e analisi socio-economica

L’Istituto Superiore “Bruno Munari” svolge la sua attività ad Acerra, città-paese situata nella zona periferica dell’area metropolitana napoletana. Questa collocazione ha favorito/alimentato, nel tempo, la crescita di una vocazione agricola con produzioni tipiche (pomodori, patate, carciofi etc.) affiancate da una modesta attività nel terziario. Negli ultimi decenni, però, il territorio ha vissuto una trasformazione che ha stravolto la sua vocazione con insediamenti di industrie, alcune di nuova concezione, altre trasferite, che hanno creato occupazione marginale e, nel contempo, hanno disatteso la prospettiva di un riscatto in termini di benessere e di circolazione di ricchezza tra le giovani generazioni. Da tale situazione nasce l’anomalia “Acerra” in quanto il mancato decollo economico, la disgregazione del tessuto abitativo, con la crescita caotica delle periferie, l’immigrazione dai paesi vicini e dal capoluogo per la disponibilità di nuove abitazioni a prezzi competitivi, hanno generato fratture e contraddizioni nel sociale tra il ceto operaio-impiegatizio ed il persistente nucleo di contadini-artigiani. Le conseguenze dirette sono state la sovrapposizione di nuove visioni del mondo laddove i figli dei contadini e qualche artigiano erano diventati operai nelle fabbriche del comprensorio in contrapposizione/diversificazione rispetto a quei ceti in cui l’occupazione continua, ancora oggi, ad essere un miraggio.

I processi di integrazione non sempre sono riusciti: ad aggravare la situazione contribuisce la mancanza assoluta di strutture ricreative/aggreganti eccezion fatta per la scuola che rimane l’unica alternativa alle varie sale da gioco ed ai bar capillarmente diffusi e frequentati. Non esistono, infatti, sul territorio, luoghi di socializzazione per giovani, se si escludono gli oratori parrocchiali e la pratica sportiva. I pochi impianti e le scarse strutture pubbliche non consentono il decollo e la veicolazione di modelli comportamentali socialmente gratificanti.

La popolazione in età scolare corre, di conseguenza, seri rischi di maturare e sviluppare una mentalità intrisa di sfiducia verso le istituzioni e di indifferenza verso i valori della convivenza civile.

In tale contesto la scuola rappresenta l'unico e vero luogo di incontro tra giovani di estrazione per lo più modesta, sia sotto l'aspetto economico, che culturale e di confronto coi pari età, provenienti dal bacino territoriale cui afferisce la nostra utenza.

Nel corso degli anni, le famiglie hanno superato, in parte, la mentalità “dell’affido” e si sono mostrate, in generale, più disponibili alla collaborazione ed al dialogo franco e costruttivo con gli insegnanti per cui il livello di partecipazione alla vita della scuola, sebbene ancora limitato e poco consapevole, è diventato più regolare.

Per la redazione di questo Piano d’Offerta Formativa, si è tenuto conto quindi, di monitoraggi effettuati nel corso degli ultimi anni fra gli alunni e tra le famiglie e sulle comunicazioni dei docenti con pluriennale esperienza sul territorio.

Dall’analisi delle informazioni è risultato che: l’estrazione sociale degli allievi è, in generale, media e medio-bassa. Le famiglie hanno, quasi sempre un reddito non elevato e un modesto livello d'istruzione.

Nelle occasioni d'incontro con i genitori si rileva una partecipazione delle famiglie alla vita scolastica alquanto scarsa, anche se in trend positivo.

2.8 Tipologia degli allievi

Volendo, in definitiva, tracciare un identikit dell’alunno che frequenta l’Istituto emergono i seguenti elementi:

Proviene prevalentemente da Acerra o dai paesi limitrofi.

Si alza tra le ore 7.00 e le ore 7.30.

Per venire a scuola e per tornare a casa usa mezzi pubblici e/o trasporto privato.

Impiega meno di un’ora per raggiungere la scuola: percorrenza breve, ma con lunghi tempi di attesa.

Ha un genitore operaio, impiegato o impegnato nel terziario.

Usa prevalentemente il dialetto nella comunicazione orale.

Il suo rapporto con i genitori è a volte conflittuale ma soddisfacente.

Non sempre ha a disposizione quotidiani e periodici.

Trascorre il tempo libero con gli amici.

A casa studia, al massimo, una/due ore al giorno le discipline di base.

A casa dedica, al massimo, due ore al giorno per le discipline di indirizzo.

Partecipa alle attività di gruppi sportivi o ricreativi.

Guarda la TV, in media, due ore al giorno.

Ha un percorso scolastico fatto anche di insuccessi (non più alla scuola media inferiore ma alle superiori).

Alla scuola media inferiore le materie verso le quali nutriva maggior interesse erano: educazione artistica, ed educazione tecnica (per quelli che hanno scelto l’indirizzo artistico); le materie umanistiche (per quelli che hanno scelto l’indirizzo socio-psico-pedagogico).

Giudica soddisfacente il rapporto sia con i compagni che con gli insegnanti.

Le materie in cui incontra maggiori difficoltà sono: le materie scientifiche e la storia dell’arte.

I motivi per i quali ha scelto l’indirizzo artistico sono: interesse per il mondo della creatività relativa agli indirizzi e la spendibilità del titolo in opportunità lavorative.

I motivi per i quali ha scelto l’indirizzo socio-psico-pedagogico sono: interesse per il mondo della pedagogia e dell’insegnamento.

2.9 Scelte culturali, formative, metodologiche 

La scuola caratterizza la propria proposta formativa nella rimozione della diffidenza e/o interferenza negativa diffuse e consolidatesi nel tempo sul territorio (scuola scelta da alunni caratterizzati da bassi livelli culturali sia in ingresso sia in uscita, ubicazione penalizzante perché periferica e attiva su tre sedi); nell’accoglienza, senza pregiudizi; nella diffusione capillare di valori morali e civili; nell’avvicinare gli allievi a esperienze e culture finora ignote; nella condivisione del codice valutativo dei risultati. Ciò costituisce la premessa delle scelte e indica l’indirizzo da dare alla proposta formativo/culturale che, partendo dall’analisi dei bisogni e inquadrata nell’ottica dell’avvicinamento della scuola al vissuto, si sviluppa in una serie di macroaree, tendenti a realizzare il dettato di una scuola moderna:

Orientamento

Ambiente

Dispersione

Educazione alla legalità

Recupero

Alfabetizzazione

Visite guidate e gite d’istruzione

Stage lavorativi

Educazione alla convivenza con il “diverso” da sé

PARTE III

OFFERTA FORMATIVA 

3.1 Obiettivi didattici generali e trasversali

All’interno di queste aree si intende organizzare e portare a termine anche alcuni progetti, allegati fuori testo al presente documento, che seppur sviluppati separatamente, hanno come finalità comuni:

Prevenire il fenomeno dell’abbandono e della dispersione scolastica orientando e motivando in itinere lo studente al fine di compensare i deficit sociali, affettivi e cognitivi, nell’ottica del raggiungimento del successo scolastico e formativo;

Garantire l’educazione alla salute, alla solidarietà e alle pari opportunità per una migliore qualità di vita scolastica;

Controllare le condizioni che favoriscono l’integrazione dei disabili;

Acquisire atteggiamenti positivi verso l’impegno scolastico

Sviluppare capacità di gestione dei rapporti interpersonali

Sviluppare e valorizzare capacità artistico/creative

Promuovere la coscienza e la conoscenza di se stessi

Collaborare/impegnarsi nel sociale

L’Istituto intende garantire un’offerta formativa volta anche :

A promuovere l’organizzazione di percorsi formativi finalizzati all’educazione permanente.

A promuovere l’acquisizione di competenze chiave nelle aree di indirizzo.

A preparare i giovani alla vita adulta e professionale in funzione delle esigenze della società e delle innovazioni tecnologiche.

All’individuazione degli strumenti per raggiungere gli obiettivi formativi, alle procedure di autovalutazione e verifica interna, alle azioni di monitoraggio.

Alla progettazione del miglioramento.

A promuovere le potenzialità di ciascun alunno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo.

A promuovere iniziative finalizzate alla realizzazione di un sistema di qualità.

Il perseguimento di tali finalità rappresenta la logica conseguenza dell’operatività che la scuola dell’autonomia impone e che si concretizza nella possibilità di fornire nuove esperienze, capaci di allargare gli orizzonti culturali e non, di coniugare sapere con saper fare. E’ in tal modo che la formazione diventa veicolo di un progetto coerente e sostenibile, in quanto al sapere aggiunge l’acquisizione di strumenti atti a realizzare i processi cognitivo - operativi e la costruzione di un sistema di valori tali da consentire la realizzazione di un “progetto “ di vita. In questa ottica, questa scuola tende a fornire a tutti i suoi allievi “Occasioni e Opportunità”, attivando processi capaci di incontrare i nuovi bisogni e di promuovere percorsi che vanno dalla motivazione al sapere/fare alla solidarietà/accoglienza. Nella pratica quotidiana si tenderà a far acquisire agli alunni comportamenti tali da riuscire a realizzare i seguenti obiettivi:

Conoscersi per orientarsi

Riflettere e prendere i primi contatti con il mondo del lavoro

Rispettare l’ambiente

Rispettare la legalità

I risultati attesi sono:

Riduzione della dispersione scolastica.

Riduzione delle assenze per periodi più o meno prolungati.

Coerenza e consapevolezza nella scelta e nella costruzione del proprio futuro

Coinvolgimento “autentico” dei genitori alla vita scolastica.

La logica di base, che muove l’azione didattico-educativa della scuola, va nell’individuazione di nuovi “saperi”, e non deve essere letta nell’ottica di una semplificazione dei contenuti, in quanto non rinunciando al valore formativo legato ai programmi istituzionali in termini di conoscenze, competenze ed abilità, propone una mappa di saperi irrinunciabili (quota nazionale), per ogni area disciplinare, in relazione alle conoscenze ed alle capacità (standard minimi) e identifica quelli derivanti dalla quota interna alla scuola per realizzare una omogeneità culturale coerente con la proposta di offerta formativa.

3.2 Obiettivi didattici peculiari all’indirizzo artistico

L’Indirizzo Artistico pone al centro della propria offerta formativa l’Arte e le Arti Applicate, intese come studio del patrimonio del passato e come esperienza creativa che si realizza nel presente, nell’incontro con la realtà culturale e produttiva del territorio in cui si colloca, in un processo di attualizzazione attento e costante. Compito fondamentale dell’Istituto è di unire a una più generale preparazione culturale, una specifica formazione nel settore delle Arti Applicate, per consentire agli allievi la conoscenza dei vari processi ideativi e l’esplicitazione delle proprie capacità creative, progettuali e organizzative.

Argomenti comuni alle tre sezioni presenti sono:

Il ruolo storico delle arti figurative

La loro utilità nel processo produttivo

Le scienze e tecnologie loro necessarie

Le leggi della percezione e della comunicazione

La psicologia della forma.

Gli insegnanti, in tutti gli ambiti disciplinari e attraverso azioni coordinate, lavoreranno per far conseguire agli alunni i seguenti obiettivi:

Essere motivati verso tutti gli apprendimenti disciplinari

Saper decifrare i vari messaggi, saperli interpretare, produrre ed elaborare utilizzando tutti i linguaggi

Saper assimilare i contenuti attraverso attività di analisi, sintesi e valutazione

Acquisire abilità operativa con la strumentazione specifica del settore scelto

Saper decodificare il linguaggio specifico dei vari ambiti disciplinari (arredamento, grafica e moda)

Saper utilizzare i mezzi multimediali

Saper produrre sia individualmente che in gruppo.

3.3 Struttura del corso di studi ad indirizzo artistico

L’indirizzo artistico è tradizionalmente organizzato in due cicli di studio: il primo di tre e il secondo di due anni ed offre la possibilità di frequentare a scelta una delle seguenti sezioni:

1. Architettura e arredamento

2. Grafica pubblicitaria e fotografia

3. Moda e costume

L’orario è di trentanove ore settimanali.

L’organizzazione didattica prevede l’azione coordinata dell’insegnamento delle materie comuni con altre di Progettazione e di Laboratorio.

La Scuola organizza attività di recupero e integrazione per gli alunni che già dal primo scrutinio presentano lacune in qualche apprendimento.

3.4 Triennio (classi prime, seconde e terze): indirizzo artistico   

Il Triennio, nella sua struttura, riflette ancora in parte lo spirito che aveva l’Istituto d’Arte all’epoca della sua creazione: una scuola con corso triennale, prevalentemente pratica e applicativa, per la formazione d’artigiani. Oggi la sua struttura è mutata, essendo più teorica, ma rimane ancora un largo spazio dedicato alle attività pratiche.

Le discipline e le ore settimanali d’insegnamento sono le seguenti:

Alla fine del terzo anno del ciclo, gli alunni sostengono un Esame di qualifica superando il quale conseguono il titolo di “Maestro d’Arte” nella sezione frequentata.

3.5 Biennio ( classi quarte e quinte): indirizzo artistico

Il Biennio, che ancora si chiama Sperimentale, istituito nel 1969, completa gli studi del Triennio e ha un carattere più teorico.

Le discipline e le ore settimanali d’insegnamento sono le seguenti:

Alla fine del quinto anno gli alunni sostengono l’esame di Stato conclusivo, superando il quale conseguono la Maturità d’Arte Applicata nella sezione frequentata.

3.6 Sezioni specifiche dell’indirizzo Artistico

Arredamento e architettura - La sezione ha il fine di formare e far maturare la personalità dell’allievo attraverso procedimenti progettuali - operativi, ed esperienze tecniche e artistiche nell’ambito dell’arredo, dell’architettura d’interni e del restauro del mobile, con l’acquisizione di competenze di ricerca, analisi, progettazione nei campi d’intervento pertinenti (arredo di spazi abitativi, di spazi pubblici, espositivi e commerciali, arredo urbano e ambientale,

progettazione di oggetti e complementi per l’abitazione).

La sezione dispone dei seguenti laboratori:

Ebanisteria

Restauro

Applicazioni metalliche e modellistica

Le finalità sono perseguite mediante percorsi atti a potenziare, in un ricco contesto culturale formativo e su solide basi scientifiche, tecnologiche e artistiche, la capacità di tradurre operativamente la creatività in progetto e in esecuzione.

Grafica pubblicitaria e fotografia - La sezione mira all’acquisizione di competenze specifiche nell’ambito della comunicazione visiva finalizzata al messaggio pubblicitario e/o fotografico, avvalendosi delle tecnologie sia informatiche che tradizionali. La sezione dispone dei seguenti laboratori:

Serigrafia e fotoincisione

Fotografia, ripresa, sviluppo e stampa

Tecniche grafiche

Sia per quanto concerne l’aspetto progettuale che realizzato, il percorso formativo si articola in moduli preparatori all’inserimento nel mondo del lavoro. Prevedono dapprima l’esercizio della manualità, esperienza di crescita creativa, tecnica e metodologica, poi l’attenzione agli aspetti della composizione e dell’equilibrio fra i vari linguaggi, fino alla realizzazione del prodotto finito.

Moda e costume - La sezione ha come finalità la formazione di disegnatori nel settore

della moda che abbiano specifiche competenze nel campo del disegno, della progettazione e della fabbricazione di costumi storici e moderni. La sezione dispone dei seguenti laboratori:

Taglio e confezione

Modellistica

L’attività nei laboratori per il Triennio prevede dapprima lo studio di materiali e strumenti, poi, attraverso tappe programmate e propedeutiche, lo studio sempre più approfondito della storia del costume e dell’abbigliamento, e della modellistica di base.

Il Biennio Sperimentale è orientato essenzialmente al consolidamento e all’approfondimento delle esperienze in precedenza acquisite. Nei rispettivi laboratori sono comprensibili tutte le fasi operative che dal progetto conducono all’esecuzione del prototipo.

3.7 Obiettivi didattici peculiari all’istruzione pedagogica (Brocca)

Il curriculum, di tipo liceale, prevede 12 materie di studio nel biennio e 13 nel triennio, da svolgere in 34 ore settimanali. Il corso di studi permette l’approccio conoscitivo tanto all’area umanistica, quanto a quella scientifica, caratterizzanti, come tutte le

sperimentazioni Brocca, con la presenza di materie che hanno una forte valenza formativa e critica, quali, filosofia, diritto, latino, musica e storia dell’arte; la specificità dell’indirizzo è poi data dalla centralità di materie quali psicologia, sociologia e pedagogia . La caratterizzazione dell’indirizzo è data da una sostenuta cultura

generale integrata da dimensioni specifiche, garantite da uno spettro essenziale di discipline afferenti alle aree delle scienze umane e sociali, ciascuna presente con una caratterizzazione culturale e scientifica.

L’indirizzo si caratterizza per una proposta metodologica e di contenuti fondata sull’opportunità di considerare convergenti sinergicamente contributi che afferiscono a discipline diverse ma anche complementari. Grazie alle molteplici possibilità di interazione tra le varie discipline, oltre che nella continuità degli obiettivi, l’indirizzo trova compattezza e coerenza interna e garantisce, nello stesso tempo, attraverso l’esperienza di approccio multidisciplinare ai problemi psico-sociali, un ricco apporto formativo. Le finalità dell’indirizzo sono:

favorire la formazione di attitudini e competenza rivolte al “sociale”;

favorire la conoscenza e l’uso del territorio urbano tramite l’acquisizione di strumenti critici;

promuovere l’educazione alla mondialità , imparando ad accettare in modo costruttivo gli altri e a riscoprire i valori etici per instaurare rapporti interpersonali costruttivi, controllare la propria emotività;

offrire una polivalenza di sbocchi, sia nell’ambito lavorativo sia nella prosecuzione degli studi .

Al termine del corso di studio gli alunni dovranno avere acquisita una sufficiente proprietà di inserimento attivo e produttivo nella società e nella realtà locale, nazionale ed europea, sia che proseguano gli studi (in quanto il curriculum fornisce una preparazione che permette l’accesso a qualsiasi facoltà universitaria), sia che optino per il mondo del lavoro. Il diploma di liceo socio-psico-pedagogico, costituisce titolo, insieme ad una qualsiasi laurea specialistica, per l’insegnamento nella scuola primaria.

3.8 Struttura del corso ad indirizzo socio-psico-pedagogico

Quadro orario settimanale del liceo socio-psico-pedagogico:

Alla fine del quinto anno gli alunni sostengono l’esame di Stato conclusivo, superando il quale conseguono la Maturità Socio-Psico-Pedagogica.

3.9 Profilo della formazione generale

Entrambi i Corsi di studi forniscono agli allievi una preparazione culturale generale, conoscenze e competenze operativo- progettuali nell’area Storico-Artistica, delle Arti Applicate e Socio-Psico-Pedagogiche. Privilegia l’aspetto pratico dell’apprendere e potenzia le fasi operative nell’indirizzo artistico, ma consente di giungere ad una

consapevolezza dei processi progettuali e della dinamicità della realtà quotidiana a tutti gli allievi.

Pertanto lo studente sarà in grado di:

Possedere/padroneggiare conoscenze generali che gli permettano di interpretare / decodificare in maniera corretta la realtà;

cogliere e analizzare con competenza le caratteristiche formali di soggetti, oggetti, ambienti e immagini del mondo reale;

comprendere e interpretare la varietà dei linguaggi artistico-rappresentativi;

comprendere e interpretare la varietà dei linguaggi in uso nella

comunicazione moderna socio-psicologica;

distinguere, capire e utilizzare i principali fenomeni della percezione visiva e cognitiva;

esprimere/esternare la creatività in maniera personale e significativa, attraverso diverse tecniche rappresentative, con particolare padronanza di quelle che hanno caratterizzato il settore specifico di studi;

esprimere/esternare i propri pensieri in maniera personale e significativa, attraverso argomentazioni valide con particolare padronanza del linguaggio tecnico scientifico specifico.

riconoscere e descrivere le principali manifestazioni artistiche storiche e contemporanee;

saper utilizzare i metodi della rappresentazione geometrico-prospettica;

saper affrontar progettualmente e sviluppare temi relativi al proprio ambito di formazione artistico-professionale;

realizzare interventi, prototipi e prodotti finiti mediante le specifiche tecniche di laboratorio apprese nel corso di studi seguito;

Sapere lavorare in gruppo e/o equipe progettuale;

Saper trovare soluzioni adeguate ad istanze del proprio interlocutore.

3.10 Alunni diversamente abili

L’inserimento degli alunni diversamente abili nella scuola (ben 37 allievi, con 17 docenti di sostegno) è la maturata conseguenza di una attività pedagogica fondata sull’affermazione del diritto all’istruzione di tutti, indipendentemente dai limiti economici e psicofisici di ciascun individuo.

La scuola svolge attività d’accoglienza e d’integrazione scolastica per gli alunni diversamente abili, ai sensi del D.M. 24-7-1998 n. 331. A tale scopo, nella scuola si costituirà il gruppo glh, che si riunisce almeno tre volte durante l’anno scolastico. E' costituito: dagli insegnanti specializzati delle varie aree, da un docente del curricolo, da un membro dell’équipe socio/psicopedagogica dell’asl, da un genitore e da un alunno. Esso elabora e persegue le seguenti attività:

Accoglienza e osservazione dell’alunno

Attività di groupping

Attività psicomotorie, grafiche, pittoriche e manuali

Uscite sul territorio

Visite guidate presso aziende produttive

L’azione formativa dell’Istituto aspira a porre le basi per un futuro inserimento dello studente diversamente abile nel mondo del lavoro. A conclusione del percorso scolastico, ogni studente otterrà la certificazione dei crediti acquisiti.

3.11 Attività alternativa all’ora di religione cattolica 

L’alunno che non si avvalga dell’insegnamento della Religione cattolica può scegliere una delle seguenti possibilità:

Frequentare la lezione contemporanea di una classe parallela, nel caso che l’insegnante appartenga già al Consiglio di classe dell’alunno interessato;

Entrare a scuola un’ora dopo, o uscirne prima, nel caso che la lezione in questione sia la prima o l’ultima di quel giorno, e previa dichiarazione liberatoria di chi esercita la tutela legale se l’allievo è un minore;

Dedicare l’ora allo studio individuale in altro locale della scuola.

3.12 Ampliamento dell’Offerta Formativa

La nostra Scuola, nell’ambito d'un successivo ampliamento della propria offerta formativa, è aperta ad iniziative che si presenteranno nel corso dell’anno scolastico e che promuovano l’attività della scuola stessa sul territorio, pongano al centro dei lavori la figura dello studente e ne arricchiscano la crescita personale.

Allo stato attuale sono attive o in fase propositiva le seguenti iniziative curricolari ed extracurricolari:

Manifestazione artistica di Fine Anno.

Progetto “Scuole Aperte”.

Progetti visite guidate e viaggio d’istruzione.

La musica per coro tra 800 e 900: dalle forme tradizionali a quelle moderne.

Biografia e dialogo sociale.

Cineforum in lingua inglese.

Dall’oralità alla scrittura: il testo pedagogico.

Educazione alla salute, i giovani e le nuove droghe: il fumo.

Sviluppo ed ampliamento del sito Web della scuola.

Ricerca e valorizzazione degli antichi casali con il loro portali.

Il giornale in classe.

Giochi sportivi studenteschi.

Il “Munari” in piazza.

Progetto Europeo Comenius.

Progetti PON.

PARTE IV

ORGANIZZAZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA

4.1 Collegio dei Docenti 

E’ composto da Docenti di ruolo e non di ruolo in servizio presso l’Istituto, lo presiede il Dirigente Scolastico e si riunisce periodicamente.

Tra le molteplici competenze si rilevano quelle inerenti a:

Programmazione educativa e didattica;

Elaborazione del Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.);

Calendario ai fini della valutazione degli alunni;

Proposte per la formazione delle classi, assegnazione dei Docenti e orario delle lezioni;

Adozione di libri di testo, previo parere del Consiglio di Classe;

Programmazione dell’attività di recupero, sostegno ed integrative;

Elezione dei Docenti che compongono il Comitato per la valutazione del servizio degli Insegnanti;

Identificazione e attribuzione di Funzioni Strumentali al P.O.F.

Per favorire uno sviluppo coerente ed omogeneo della programmazione, il Collegio si dota di alcune figure di riferimento:

Funzioni Strumentali al Piano dell’Offerta Formativa;

Referenti delle varie discipline, delle Commissioni, dei Progetti;

Coordinatori del Consiglio di Classe;

Segretari del Consiglio di Classe.

4.2 Riunioni per discipline 

Vengono convocate almeno una volta all’anno allo scopo di:

Stabilire le prove d’ingresso;

Confrontare tempi e modi di svolgimento dei moduli e/o delle unità didattiche;

Concordare le prove di verifica;

Discutere sull’efficacia di manuali e strumenti didattici;

Individuare e condividere elementi essenziali degli insegnamenti e apprendimenti delle singole discipline e la loro collocazione nell’ambito di più ampie aree disciplinari.

In questa occasione vengono anche elaborate proposte d’acquisto dei materiali e delle attrezzature e in riferimento ad uscite didattiche, visite guidate e/o viaggi d’istruzione.

4.3 Consigli di Classe

Sono composti dai Docenti di ogni singola classe, da due rappresentanti dei genitori, da due rappresentanti degli studenti; sono presieduti dal Dirigente Scolastico o dal Coordinatore di Classe. Al Consiglio di Classe, con la presenza di tutte le componenti, spetta la verifica dell’andamento didattico e disciplinare della classe e l’elaborazione di strategie comuni in merito all’azione educativa. Inoltre spetta la programmazione di visite e viaggi d’istruzione e attività integrative e di sostegno, individuate dal Collegio dei Docenti. Il Consiglio di Classe con la sola presenza dei Docenti, ha il compito di realizzare in armonia con i principi educativi, la valutazione periodica e finale degli allievi, la conferma o proposta di adozioni dei libri di testo.

4.4 Coordinatore di Classe 

I Coordinatori del Consiglio di Classe vengono nominati dal dirigente Scolastico su disponibilità dei docenti e mantengono l’incarico fino al completamento del percorso di studi della classe.

Svolgono il ruolo di tutor degli alunni, raccordo con le famiglie, strutture scolastiche e territoriali di supporto, controllano assenze, ritardi, rapporti disciplinari e ne informano il Consiglio di Classe e la Dirigenza, collaborano con gli insegnanti di indirizzo per la risoluzione delle problematiche relative ai percorsi formativi, coordinano la preparazione all’Esame di Stato nelle classi quinte. Il Coordinatore ha, in particolare, i seguenti compiti:

nelle riunioni del Consiglio di Classe

a) Presiede su delega del Dirigente Scolastico il Consiglio di Classe.

b) Regola gli interventi in modo da garantire e stimolare la partecipazione di tutti i componenti alla programmazione didattica, al rilevamento e all’analisi dei problemi, nonché alla ricerca e messa in opera di iniziative risolutive.

c) Segnala ogni elemento utile al lavoro dei docenti.

d) Sollecita il collegamento fra le materie al fine di sviluppare un insegnamento/apprendimento pluridisciplinare e/o interdisciplinare.

e) Regola modi e tempi del dialogo fra componenti del Consiglio stesso.

nel percorso didattico

a) Cura le attività di accoglienza e di rilevamento dei bisogni formativi nelle classi prime e seconde, individuando le immediate necessità pedagogico - culturali degli allievi.

b) Si rende disponibile ad accogliere richieste, segnalazioni di problemi, proposte di attività etc., relativi al lavoro e alle relazioni interpersonali all’interno della classe o riguardanti i rapporti di questa con altre componenti scolastiche o con la realtà sociale di provenienza degli studenti.

c) Raccoglie dati sull’andamento didattico -disciplinare nelle varie materie;

d) Svolge un ruolo di raccordo, nei casi di necessità, ai fini di una efficace prevenzione del disagio scolastico.

4.5 Segretario del Consiglio di Classe 

Redige i verbali del Consiglio di Classe e verifica tutte le operazioni di scrutinio in collaborazione con il Coordinatore del Consiglio di Classe.

4.6 Attività Dipartimentali e interdipartimentali

Il Collegio dei docenti organizza le sue attività di progettazione del curricolo ed extra curricolo attraverso le Riunioni di indirizzo, dipartimentali, inter-dipartimentali e disciplinari.

I Dipartimenti sono i seguenti:

Indirizzo artistico

Area umanistica: italiano, storia, religione.

Area tecnico – scientifica: matematica, fisica, scienze, chimica, elementi di economia e sociologia, disegno geometrico, descrittiva, educazione fisica.

Area tecnico – pratica: disegno dal vero, plastica, educazione visiva, tecnologia, disegno professionale, progettazione, laboratori.

Indirizzo socio-psico-pedagogico

Area umanistica: italiano, latino, musica, lingua inglese, storia, arte.

Area scientifica: matematica, fisica, informatica, scienze, chimica, biologia.

Area di scienze sociali: filosofia, pedagogia, psicologia, sociologia, diritto, religione.

I Dipartimenti sono composti dai docenti delle materie appartenenti ad una stessa Area disciplinare, assistiti da un Coordinatore eletto al loro interno.

L’attività dei Dipartimenti si attiva in due momenti dell’anno scolastico, la prima fase è preparatoria alla seconda.

Prima fase:

Dopo il monitoraggio e la valutazione dell’offerta formativa presentata in sede di Collegio docenti, i Dipartimenti si riuniscono per individuare obiettivi generali annuali interdisciplinari, progetti, nuove proposte formative ed organizzative. In seguito i coordinatori dei vari Dipartimenti, organizzano incontri presieduti dal Dirigente scolastico, a cui partecipa il Direttore amministrativo, le Figure Strumentali e la commissione P.O.F., per confrontare le varie proposte progettuali e operarne una selezione equilibrata. Tali riunioni garantiscono una cernita dei progetti fatta secondo i criteri di priorità stabiliti nel Collegio dei docenti e verificano la loro compatibilità con le risorse economiche della scuola. I criteri di selezione individuati sono: compatibilità con la didattica del Curricolo, macro progettazione, verificabilità, rapporto costo/benefici, rapporto visibilità/coinvolgimento, valenza interdisciplinare, compatibilità temporale.

Seconda fase:

A seguito dell’approvazione e dell’aggiornamento del P.O.F. da parte del Collegio Docenti, i Dipartimenti si riuniscono per progettare percorsi formativi interdisciplinari su cui articolare la programmazione, per assicurare i necessari coordinamenti, e per fissarne i tempi d’attuazione.

Ogni Dipartimento è coordinato da un docente che:

a) Presiede alle riunioni del dipartimento.

b) Coordina la discussione sui compiti del dipartimento.

c) Promuove la circolazione delle informazioni su iniziative di aggiornamento, pubblicazioni, normative e contenuti inerenti le discipline specifiche.

d) Coordina la realizzazione di prove di verifica comuni per classi parallele, al fine di monitorare il livello complessivo degli apprendimenti degli alunni.

4.7 Criteri generali di conduzione delle attività didattiche 

Compatibilmente con le finalità formative e culturali generali, i percorsi curriculare tendono a valorizzare e a mettere in pratica tutte le forme di collegamento pluridisciplinare, che troveranno nell’ambito dell’espressione visuale e progettuale il punto di massimo raccordo. In tal senso anche le discipline dell’area di base, pur nel rispetto dei loro linguaggi e finalità formative, attuano particolari adattamenti volti a favorire la loro integrazione con le finalità formative dei singoli settori.

Le attività di programmazione si articolano in più momenti e strutture diverse, quali:

1. riunioni per indirizzo e/o sezione

2. riunioni per dipartimento

3. riunioni per discipline

4. programmazione consiglio di classe

5. programmazione individuale disciplinare

Nelle prime fasi dell’anno scolastico, quindi, ogni Docente arriva alla redazione della programmazione individuale nella quale specifica:

Prerequisiti;

Obiettivi didattici;

Scansione temporale relativa allo svolgimento del programma, articolata per moduli e/o unità didattiche;

Elementi di interdisciplinarietà per sottolineare l’unità del sapere;

Modalità delle verifiche;

Criteri di valutazione delle prove;

Corrispondenza reale tra voto e apprendimento;

Valutazione finale;

Attività integrative e di sostegno;

Attività didattiche complementari;

Collegamenti pluridisciplinari per aree culturali.

4.8 Programmazione del percorso formativo degli alunni diversamente abili  

È garantito il diritto all’educazione e all’istruzione della persona diversamente abile nelle classi comuni di questo Istituto. L’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona diversamente abile nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione. L’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap. All’individuazione dell’alunno diversamente abile ed all’acquisizione della documentazione risultante dalla diagnosi funzionale fa seguito un profilo dinamico-funzionale, ai fini della formulazione di un piano educativo individualizzato, alla cui definizione provvedono il gruppo di studio e di lavoro GLH d’Istituto. Il profilo indica le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell’alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap e le possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona diversamente abile.

Nella valutazione degli alunni diversamente abili da parte dei docenti è indicato, sulla base del piano educativo individualizzato, per quali discipline siano stati adottati particolari criteri didattici, quali attività integrative e di sostegno siano state svolte, anche in sostituzione parziale dei contenuti programmatici di alcune discipline.

Agli esami di licenza di Maestro d’Arte e a quelli conclusivi dei corsi d’istruzione secondaria superiore, possono essere ammessi anche gli alunni valutati “in modo differenziato” svolgendo prove relative ai contenuti della programmazione individualizzata, in tal caso verrà rilasciato soltanto un’attestazione delle competenze effettivamente acquisite.

4.9 Verifiche didattiche e formative 

Verifiche per singola disciplina

Verifica iniziale:

Nelle prime classi è previsto un test d’ingresso per registrare i livelli di partenza degli allievi. Nelle classi successive la prima verifica controlla l’eventuale saldo del debito formativo.

Verifica in itinere:

Sono verifiche di tipologia diversa in relazione alle singole discipline (interrogazione individuale, lavori di gruppo, tema, relazione, questionario, risoluzione di problemi, analisi testuale, prova strutturata a quesiti aperti o chiusi, prova grafica, prova pratica, relazione tecnica).

Verifica pluridisciplinare intermedia e finale

Scrutini quadrimestrali e di fine anno.

Le verifiche degli allievi saranno strutturate in modo da controllare periodicamente il livello di apprendimento e il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Alla fine di ogni modulo disciplinare viene prevista una verifica formativa per testare, oltre tutto, anche l’efficacia dell’intervento didattico. La verifica cercherà di evitare traumi psicologici agli allievi e sarà presentata come la logica conseguenza e la fase finale del processo didattico della disciplina.

La valutazione apparirà, quindi, come incoraggiamento e stima a poter fare ancora di più di quanto l’allievo avrà potuto evidenziare in quella seduta.

4.10 Valutazione dell’alunno

Criteri per la valutazione

Il rispetto della personalità e dei ritmi di apprendimento degli allievi, mai forzati e sempre sollecitati, deve consentire di effettuare una valutazione complessiva attraverso verifiche sia formative che sommative. Per ciascun allievo, tale valutazione è stata inoltre "trasparente e tempestiva, volta ad attuare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza ed a migliorare il proprio rendimento".

Per la formulazioni dei giudizi e l'attribuzione dei voti saranno utilizzati i seguenti indicatori:

Conoscenza: intesa come capacità di comprendere un concetto, di spiegarlo, riassumerlo e ricordarne il contenuto trasponendolo da una forma simbolica ad un'altra.

Abilità: intese come capacità di scomporre un contenuto nei suoi costituenti o di individuarne le varie parti (analisi), di cogliere gli elementi fondamentali di un contenuto (sintesi), di esprimere in modo appropriato e linguisticamente corretto il contenuto stesso.

Competenza: intesa come capacità di applicare le conoscenze acquisite e collegarle tra loro secondo i linguaggi peculiari dell'indirizzo di studio

Livelli di apprendimento

Le valutazioni sono state attribuite secondo i seguenti livelli (modello unificato di Istituto per la valutazione degli allievi):

 

4.11 Criteri orientativi per i Consigli di Classe ai fini degli scrutini finali

Criterio per la promozione o ammissione all’esame di stato o di maestro d’arte

I consigli di classe ammetteranno alla classe successiva gli allievi che presenteranno almeno la sufficienza in tutte le discipline, compreso il comportamento, il quale concorre alla determinazione della media dei voti.

A decorrere dall’anno scolastico 2009/2010, ai fini dell’ammissione all’esame di stato o di maestro d’arte, saranno valutati positivamente, nello scrutinio finale, gli alunni che conseguiranno almeno il “sei”, in ognuna delle discipline dell’anno in corso. Il voto di condotta insufficiente determina la non ammissione all’esame di stato.

Criterio per la sospensione del giudizio

In presenza di insufficienze in numero pari o inferiore a tre discipline previste nel piano di studi dell’anno in corso, il Consiglio di classe valuterà la possibilità di rinviare la formulazione del giudizio finale, ove non vi siano gravi fattori concomitanti che possano pregiudicare il proficuo proseguimento degli studi.

Criterio per la non ammissione alla classe successiva

In presenza di insufficienze in numero superiore a tre discipline previste nel piano di studi e/o in caso di gravi insufficienze e/o in caso di uno o più debiti formativi pregressi non recuperati, o in caso di gravi problemi disciplinari, voto di condotta insufficiente, il Consiglio di classe si orienterà per la non ammissione dell’alunno alla classe successiva.

Scrutini finali per le classi prime, seconde, terze e quarte

Nei confronti degli studenti per i quali, al termine delle lezioni, è stato constatato il mancato conseguimento della sufficienza in una o più discipline, che non comporti tuttavia un immediato giudizio di non promozione, il consiglio di classe, sulla base di criteri preventivamente stabiliti, procede ad una valutazione della possibilità dell’alunno di raggiungere gli obiettivi delle discipline interessate, prima dell’inizio dell’anno scolastico successivo, mediante lo studio svolto o autonomamente o attraverso la frequenza a corsi e/o interventi di recupero organizzati dalla scuola stessa. In questo caso il consiglio procede al rinvio della formulazione del giudizio finale.

Il Dirigente Scolastico comunica per iscritto, alla famiglia le motivazioni delle decisioni assunte dal Consiglio di Classe, nonché un dettagliato resoconto sulle carenze dell’alunno, indicando anche i voti proposti dai docenti in sede di scrutinio nella disciplina o nelle discipline nelle quali l’alunno non ha raggiunto la sufficienza.

Contestualmente, il Dirigente Scolastico fa presente alla famiglia quali sono gli interventi didattici, le modalità e i tempi delle relative verifiche che la scuola è tenuta a portare a termine entro la fine dell’anno scolastico in corso e, in ogni caso, entro la data di inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo (vedi paragrafo specifico sugli interventi di recupero). Nei confronti dell’alunno per il quale sia stata espressa una

valutazione positiva in sede di integrazione dello scrutinio finale ( ossia per gli alunni con giudizio di ammissione sospeso) al termine del terz’ultimo e penultimo anno di corso, il Consiglio di classe procede all’attribuzione del credito scolastico minimo previsto nella relativa banda di oscillazione della tabella.

Il Consiglio di classe, valutando la situazione sulla base degli indicatori sopraddetto, può attribuire in sede di integrazione dello scrutinio finale al termine del terz’ultimo e penultimo anno di corso, il punteggio massimo previsto nella relativa banda di oscillazione della tabella. Nell'assegnare il credito scolastico a ciascun allievo delle classi terze, quarte e quinte si tiene conto anche dei seguenti parametri:

Partecipazione, comportamento, impegno, interesse, socialità

Partecipazione proficua ad attività complementari ed educative organizzate dalla scuola

Crediti formativi

Per tutto quanto non previsto si fa riferimento ai decreti normativi vigenti emanati dal Ministero della Pubblica Istruzione.

4.12 criteri per l’attribuzione del voto di condotta

In base a quanto indicato nei D.L. 01/09/2008 n. 137 e D.M. 16/01/2009 n. 5, al fine di assicurare omogeneità di comportamenti nelle decisioni di competenza dei singoli Consigli di classe, si stabilisce che il voto di condotta viene attribuito dall’intero Consiglio di Classe in base ai seguenti indicatori e alla seguente griglia di valutazione.

Indicatori

Comportamento.

Partecipazione.

Frequenza e puntualità.

Note disciplinari.

Rispetto del regolamento d’istituto.

Uso e rispetto del materiale scolastico e delle strutture della scuola.

 Griglia di valutazione

Il profilo dello studente deve rispondere ad almeno quattro dei descrittori della griglia.

Ogni Consiglio di Classe, pur nel rispetto dei criteri generali sopra descritti, è sovrano nel decidere parametri valutativi che tengano conto di particolari situazioni didattico - formative dell’alunno.

4.13 interventi di recupero per allievi insufficienti

Le attività di sostegno e di recupero, come previsto dal D.M. n. 42 del 22 maggio 2007, costituiscono parte ordinaria e permanente del piano dell’offerta formativa. Le istituzioni scolastiche sono tenute comunque a organizzare, subito dopo gli scrutini intermedi, interventi didattico-educativi di recupero per gli studenti che in quella sede abbiano presentato insufficienze in una o più discipline, al fine di un tempestivo recupero delle carenze rilevate” (art. 1 del D.M. n. 80/2007).

Per effetto dell’art. 9 dello stesso decreto, le scuole secondarie di 2° grado devono esplicitare “le modalità di recupero” (oltre che quelle “di verifica dell’avvenuto saldo dei debiti formativi”), tenendo presenti i “criteri generali stabiliti con Ordinanza del Ministro” (O.M. n. 92 del 5 novembre 2007), nella quale si legge che “Nelle attività di recupero rientrano gli interventi di sostegno che hanno lo scopo fondamentale di prevenire l’insuccesso scolastico e si realizzano, pertanto, in ogni periodo dell’anno

scolastico, a cominciare dalle fasi iniziali” (art.2, c.3).

Si ricordano le principali modalità di attuazione degli interventi citati:

nella programmazione annuale di ogni consiglio di classe, sulla base degli indirizzi generali forniti dal Collegio dei docenti, sono previste, in forma esplicita, tutte le iniziative promosse per sostenere e favorire l’apprendimento di ciascun alunno;

tali iniziative vengono puntualmente comunicate ai genitori degli allievi;

le iniziative in questione possono essere realizzate attraverso i modelli didattici della flessibilità, ossia integrando opportunamente: le indicazioni riportate dall’articolo 2, comma 82 della O. M. n. 92/2007; la utilizzazione della quota del 20% prevista dal D.M. n. 47 del 13 giugno 2006;

altre soluzioni didattiche autonomamente definite dai docenti del Consiglio di classe.

Tra le forme di supporto all’apprendimento va menzionata la possibilità dell’istituzione del cosiddetto “sportello didattico”. In numerose situazioni esso è risultato efficace perché:

ha consentito un più diretto rapporto docente-studente;

ha favorito un’attenzione più mirata nei confronti dei bisogni cognitivi e metodologici del singolo allievo in difficoltà.

Ma va pure positivamente segnalata la possibilità di programmare periodi di attività didattica dedicati espressamente al recupero, al sostegno e al potenziamento. Essi possono essere previsti secondo scadenze opportunamente scaglionate e organizzati anche per temporanei gruppi classe. Tali gruppi potranno, ad esempio, essere costituiti:

1. da studenti, omogenei per le carenze dimostrate nelle stesse discipline, provenienti da classi parallele;

2. da studenti con livelli di preparazione omogenei, provenienti da classi parallele, che necessitino di un’adeguata azione di mantenimento;

3. da studenti con livelli di preparazione consolidata, provenienti da classi parallele. Per essi può essere prevista una proficua azione di approfondimento. Ma non va esclusa una loro funzione di assistenza e di tutoraggio nei due gruppi classe precedenti.

Sulla base di quanto detto, il Collegio dei Docenti, tenendo conto della scarsa disponibilità finanziaria evidenziata dal D.S., ha deliberato ………..

1. Un periodo di attività didattica dedicato di n. …… settimane, in orario curriculare, (la cosiddetta pausa didattica), dopo le valutazioni del primo quadrimestre, da esplicitarsi con le modalità sopra descritte.

2. Corsi di recupero, specifici per ogni disciplina, dopo la valutazione finale, della durata di almeno/massimo 15 ore. Tali corsi saranno attivati sulla base delle risorse finanziarie della scuola e con la disponibilità dei docenti delle discipline coinvolte.

La scuola, qualora si trovasse in difficoltà per mancanza di personale docente interno, si riserva la possibilità di nominare per tali corsi, docenti esterni e presenti nelle graduatorie d’istituto.

4.14 Criteri per la composizione delle classi

Classi iniziali

Nella formazione delle classi iniziali i criteri saranno orientati al raggiungimento di un’equilibrata composizione che tenga conto:

Dell’abbinamento delle sezioni

Della valutazione finale ricevuta nel precedente ciclo di studi

Del sesso degli alunni

Dell’eventuale mantenimento di piccoli gruppi provenienti dalla stessa scuola media

A meno di richiesta specifica, i ripetenti saranno mantenuti nelle sezioni già frequentate

In mancanza di norme specifiche, si ritiene opportuno che gli alunni diversamente abili siano presenti in ogni classe in numero tale da permettere il loro reale inserimento e il normale svolgimento delle lezioni.

Classi intermedie

Per le classi intermedie sarà di regola mantenuta la composizione delle classi precedenti

Nel caso in cui, per motivi normativi, si rendesse necessaria la ridistribuzione degli alunni di una classe, si terrà conto delle richieste di mantenimento dei gruppi.

4.15 Criteri per l’assegnazione delle classi ai Docenti

Il Dirigente scolastico assegna le classi ai docenti garantendo la continuità didattica nell’arco dei cinque anni. Qualora per motivi eccezionali (trasferimenti, pensionamenti o riduzione del numero delle classi) essa non possa essere assicurata, l’assegnazione avverrà rispettando la graduatoria interna.

L’assegnazione ai docenti delle ore eccedenti sarà fatta seguendo la disponibilità dei docenti e la graduatoria interna.

4.16 Orario scolastico

La problematicità della realtà evidenziata nella declinazione degli obiettivi condiziona la didattica quotidiana per cui nell’interesse degli allievi e nell’ottica di consentire a tutti di poter fruire ma anche di “essere” all’interno del percorso formativo sono state scelte dal collegio delle misure di intervento direttamente corrispondenti alla dimensione socio-formativa dei frequentanti, in tale ottica si inquadra sia la scelta della divisione dell’anno scolastico in quadrimestri sia l’”adattamento” dell’orario di funzionamento ai bisogni degli utenti.

Da tali considerazioni deriva che:

L’anno scolastico è suddiviso in due quadrimestri.

Le lezioni si svolgono per l’indirizzo artistico: dalle ore 08,00 alle ore 14:40 dal lunedì al venerdì, e dalle ore 8,00 alle ore 12:00, il sabato; per l’indirizzo socio-psico-pedagogico dalle ore 08,00 alle ore 13:40 dal lunedì al venerdì, e dalle ore 8:00 alle ore 12:00, il sabato.

4.17 Calendario scolastico regionale 2009/2010

Il calendario delle lezioni e delle festività, in conformità alle disposizioni vigenti è il seguente :

Il 14 settembre 2009 - inizio lezioni

Il 12 giugno 2010 – termine lezioni

Dal 23 /12/2009 al 06 /01/2010 – festività natalizie

Dal 01/04/2010 al 07/04/2010 festività pasquali

Il 01/11/2009 – festa di tutti i Santi

Il 25/04/2010 – anniversario della liberazione

Il 01/05/2010- festa del lavoro

Il 02/06/2010 – festa nazionale della repubblica

 

Sono interrotte le attività didattiche nei giorni :

02/11/2009- commemorazione dei defunti

07/12/2009

15 e 16/02/2009

19/03/2010 – anniversario uccisione di Don Peppe Diana

31/05/2010

01/06/2010

29/05/2010 – festa del santo patrono

4.18 Programmazione delle attività connesse alla funzione docente

CONSIGLI DI CLASSE

1)-Programmazione delle attività; 2)-Andamento didattico e disciplinare.

INCONTRO SCUOLA – FAMIGLIA: GIOVEDÌ 03/12/2009 dalle ore 17,00 alle ore 19,00

1. situazione didattica e disciplinare del singolo studente rispetto a quella iniziale;

2. eventuali attività di recupero o potenziamento ed ogni altra modalità di individualizzazione dell’insegnamento concordata dal consiglio di classe.

3. i coordinatori di classe oltre ad acquisire la firma dei genitori presenti al colloquio, successivamente comunicheranno per iscritto alle famiglie sia tutti i casi di alunni le cui risultanze risultino carenti per il profitto o problematiche per il comportamento, quanto le situazioni di numerose o ingiustificate assenze.

CONSIGLI DI CLASSE

1)-andamento didattico e disciplinare; 2)-scrutinio primo quadrimestre

COLLEGIO DEI DOCENTI: martedì 09/02/2010 dalle ore 15,00 alle ore 17,00

INCONTRO SCUOLA – FAMIGLIA: VENERDÌ 20/02/2010 dalle ore 17,00 alle ore 19,00

1. situazione didattico -disciplinare di ogni singolo studente rispetto a quella iniziale ed alla luce dei risultati del primo quadrimestre e delle eventuali attività di recupero;

2. eventuali attività di recupero o potenziamento ed ogni altra modalità di individualizzazione dell’insegnamento concordata dal consiglio di classe.

3. i coordinatori di classe oltre ad acquisire la firma e la consegna della pagella ai genitori presenti al colloquio, successivamente comunicheranno per iscritto alle famiglie sia tutti i casi di alunni le cui risultanze risultino carenti per il profitto o problematiche per il comportamento, quanto le situazioni di numerose o ingiustificate assenze.

INCONTRO SCUOLA – FAMIGLIA: MERCOLEDÌ 14/04/2010 dalle ore 17,00 alle ore19,00

1. situazione didattico- disciplinare del singolo studente rispetto a quella iniziale;

2. eventuali attività di recupero o potenziamento ed ogni altra modalità di individualizzazione dell’insegnamento concordata dal consiglio di classe.

3. i coordinatori di classe oltre ad acquisire la firma dei genitori presenti al colloquio , successivamente comunicheranno per iscritto alle famiglie sia tutti i casi di alunni le cui risultanze risultino carenti per il profitto o problematiche per il comportamento, quanto le situazioni di numerose o ingiustificate assenze.

RIUNIONE PER DISCIPLINA: adozione libri di testo LUNEDÌ 03/05/2010 dalle 15,30 alle 17,30

CONSIGLI DI CLASSE

1)-andamento didattico – disciplinare; 2)-adozione libri di testo;

3)-classi 5° anche documento della classe.

COLLEGIO DEI DOCENTI: martedì 11/05/2010 dalle ore 15,00 alle ore 17,00

 CALENDARIO PRELIMINARI ESAMI DI STATO

CONSIGLI DI CLASSE

ammissione esami licenza di maestro d’arte

CALENDARIO ESAMI LICENZA MAESTRO D’ARTE

CONSIGLI DI CLASSE

scrutinio secondo quadrimestre

COLLEGIO DEI DOCENTI: lunedì 14/06/2010 ore 15,00 – 17,00

ESAMI DI STATO: riunione preliminare 15/06/2010

prima prova scritta 17/06/2010

Tutte le riunioni si terranno nella sede centrale di via Diaz.

PARTE V

VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL’OFFERTA FORMATIVA

5.1 Valutazione della qualità dell’offerta formativa

Il Piano dell’Offerta Formativa è oggetto di monitoraggio, di verifica, di costante aggiornamento e di continue integrazioni, a cura della Funzione Strumentale specifica e della Commissione per la valutazione dell’offerta formativa.

5.2 Pubblicità del Piano dell’Offerta Formativa

La Scuola dà al suo Piano dell’Offerta Formativa la massima pubblicità possibile.

Sarà possibile consultarlo, integralmente o per estratto, per:

affissione all’Albo della scuola;

eventuale pubblicazione a stampa prodotta dalla stessa scuola come materiale didattico;

pubblicazione sul sito web della scuola.

5.3 L’autovalutazione d'istituto

L'autovalutazione d'Istituto è uno dei compiti nuovi più importanti e delicati per le scuole dell'autonomia. Impegna tutta la scuola nel corso dell’intero anno scolastico ed ha la funzione di controllare e monitorare l’attuazione del Piano dell'Offerta Formativa.

Fasi, criteri, metodi e strumenti dell'attività di autovalutazione

L'attività di autovalutazione ha luogo sia nel corso dell'anno scolastico che al termine di esso e prende in considerazione tutti i fattori e le risorse impegnate nell'attività della scuola con particolare riferimento alle scelte culturali e didattiche, alle attività curriculari ed extracurriculari e alle scelte organizzative e finanziarie. Essa si propone di accertare l'efficacia e l'efficienza di tutte le scelte compiute. Ciò implicherà la raccolta e l'elaborazione di dati utilizzando, per quanto possibile, strumenti che garantiscono affidabilità ed attendibilità.

Al termine dell'anno scolastico si provvederà alla tabulazione ed interpretazione dei dati raccolti e il monitoraggio delle attività consentirà di formulare proposte di miglioramento e di risoluzione dei problemi incontrati.

Organismi e competenze dell'attività di autovalutazione

Gli organismi deputati all'autovalutazione sono, nei campi di rispettiva competenza, Il Consiglio d’Istituto e il Collegio dei Docenti. Ciascuno dei due organismi, si coordina per la buona riuscita di tale attività e stabilisce tempi e modi, coinvolgendo tutte le componenti della scuola.

La Commissione POF ed il Gruppo Qualità (che si auspica si costituisca al più presto), coordinano, secondo modalità condivise, le diverse fasi e l’articolazione del processo di valutazione.

 

Anno Scolastico 2009-2010

                                                                                   Il redattore

                                                                                      Prof. Giulio Vecchione

Il Dirigente Scolastico

Prof. Antonio Alvino